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Impatto del tipo di fibrillazione atriale e dell’ablazione con catetere ripetuta sulla libertà nel lungo periodo da fibrillazione atriale


L’obiettivo di uno studio multicentrico prospettico è stato quello di confrontare i risultati dell’ablazione transcatetere nei pazienti con fibrillazione atriale parossistica e quelli con fibrillazione atriale non-parossistica.
L'impatto e il ruolo dell’ablazione con catetere, ripetuta, sono stati valutati nei pazienti con recidiva.

Un totale di 1.404 pazienti sono stati sottoposti ad ablazione della fibrillazione atriale mediante catetere; l’intervento è stato eseguito da 12 operatori di quattro Istituzioni, che hanno fatto impiego di una singola tecnica guidata da ecocardiografia intracardiaca.

Di questi pazienti, 728 presentavano fibrillazione atriale parossistica e 676 avevano fibrillazione atriale non-parossistica.
Tra i pazienti con aritmia non-parossistica, 293 avevano fibrillazione atriale persistente e 383 soffrivano di fibrillazione atriale persistente di lunga durata.

I pazienti con fibrillazione atriale non-parossistica presentavano una maggiore incidenza di ipertensione e/o malattia cardiaca strutturale ( 64.8% vs 48.5%, p=0.003 ) e una più bassa frazione di eiezione ventricolare sinistra media ( 53.3% vs 55.7, p inferiore a 0.001 ).

Tutti i pazienti sono stati sottoposti a isolamento antrale di tutte e quattro le vene polmonari e della vena cava superiore.

Al follow-up medio di 57 mesi, il 77.6% dei pazienti con fibrillazione atriale parossistica e il 67.2% dei pazienti con fibrillazione atriale non-parossistica ( p inferiore a 0.001 ) sono risultati liberi da fibrillazione atriale dopo ablazione con una sola procedura.

Per le recidive di aritmia, il 74.2% dei pazienti con fibrillazione atriale parossistica e il 74.8% con fibrillazione atriale non-parossistica sono stati sottoposti a ripetizione dell’ablazione; in seguito il 92.4% dei pazienti con forma parossistica e l’84.0% con forma non-parossistica non hanno più presentato episodi aritmici.

In conclusione, l’isolamento antrale della vena polmonare guidata dall’ecocardiografia intracardiaca si traduce in una notevole libertà dalla fibrillazione atriale, anche se eseguita da più operatori in diversi Centri.
Almeno un’efficacia moderata può essere ottenuta nei pazienti con fibrillazione atriale non-parossistica, anche se il tasso di successo è inferiore rispetto ai pazienti con fibrillazione atriale parossistica.
Un più alto successo può essere ottenuto in entrambi i gruppi con la ripetizione dell’intervento ablativo. ( Xagena2009 )

Bhargava M et al, Heart Rhythm 2009, 6: 1403-1412


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