Fibrillazione Atriale
 
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Impatto dell’ablazione della fibrillazione atriale cronica sulle funzioni cardiache meccaniche ed endocrine

Ricercatori dell’Università di Bordeaux in Francia hanno valutato l’impatto della fibrillazione atriale persistente/permanente sulle funzioni cardiache endocrine e meccaniche.

Lo studio ha riguardato 43 pazienti ( di cui 40 maschi, di età media 53 anni ), che dovevano sottoporsi ad ablazione della fibrillazione atriale persistente o permanente.

Il ritmo sinusale è stato ripristinato nel 70% ( n=30 ) dei pazienti senza DC shock.

I livelli del peptide natriuretico atriale ( ANP ) si sono ridotti in modo significativo ( p<0.001 ) con il ripristino del ritmo sinusale e poi sono aumentati fino al terzo giorno dopo l’ablazione senza tuttavia raggiungere i livelli osservati durante la fibrillazione atriale.

A 3 mesi, i livelli di ANP erano significativamente più bassi, rispetto a 3 giorni, raggiungendo il valore normale nel 65% dei pazienti, e valori inferiori a 7 pg/mL nel 9%.

I valori del peptide natriuretico cerebrale ( BNP ) ha seguito lo stesso trend con normali livelli nel 53% dei pazienti a 3 mesi.

Le onde di riempimento atriale all’esame ecocardiografico, eseguito tra il giorno 2 ed il giorno 4 dopo la procedura, sono state riscontrate nel 42% dei pazienti.
A 3 mesi, il 95% dei pazienti con ritmo sinusale durante l’ecocardiografia presentava una significativa onda A.

In conclusione, il ritmo sinusale, susseguente all’ablazione della fibrillazione atriale persistenteo permanente, è associato ad una sensibile riduzione dei peptidi natriuretici.
A 3 mesi è stato osservato un significativo miglioramento delle funzioni cardiache meccaniche ed endocrine. ( Xagena2008 )

Sacher F et al, Eur Heart J 2008; 29 : 1290-1295


Cardio2008

 
 
 
 
 
 
 
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