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Alta prevalenza di fibrillazione atriale nei pazienti con ictus ischemico


La fibrillazione atriale è una comune causa di ictus in forma grave ma potenzialmente prevenibile.
Le stime della prevalenza di fibrillazione atriale nei pazienti con ictus variano considerevolmente a causa delle difficoltà di individuazione della fibrillazione atriale intermittente, silente.

Un migliore riconoscimento della fibrillazione atriale in questo gruppo di pazienti può aiutare a identificare e offrire protezione alle persone a rischio.

È stata determinata la prevalenza della fibrillazione atriale nei pazienti con ictus ischemico, così come l’utilizzo della terapia anticoagulante orale, mediante uno studio trasversale di pazienti non-selezionati nel registro svedese dell’ictus Riks-Stroke.

Sono stati studiati tutti i 94.083 pazienti con diagnosi di ictus ischemico nel registro nazionale Riks-Stroke tra il 2005 e il 2010.

Una combinazione di dati provenienti dal Riks-Stroke e dal registro dei pazienti ha mostrato che 31.428 pazienti ( 33.4% ) con ictus ischemico avevano fibrillazione atriale precedentemente nota, o di nuova diagnosi.
Di questi, solo il 16.2% aveva ricevuto Warfarin ( Coumadin ) entro 6 mesi prima dell'ictus.
Dopo la dimissione dall'ospedale, solo il 35.0% dei sopravvissuti ha assunto Warfarin entro i primi 3 mesi dalla dimissione.

La probabilità di una sottostante fibrillazione atriale è stata fortemente correlata al punteggio CHA2DS2-VASC, che è un sistema a punti per la valutazione del rischio di ictus nella fibrillazione atriale, ma che prevede anche la probabilità di fibrillazione atriale.
In questo sistema i punti sono assegnati per età, precedente ictus o attacco ischemico transitorio ( TIA ), ipertensione, insufficienza cardiaca, diabete mellito, malattie vascolari e sesso femminile.

In conclusione, dallo studio è emerso che la fibrillazione atriale è più comune tra i pazienti con ictus ischemico rispetto a quanto precedentemente riportato.
Pochi pazienti con ictus e fibrillazione atriale si sono sottoposti a un trattamento anticoagulante prima dell'evento, e pochi lo hanno ricevuto dopo l'evento.
CHA2DS2-VASC potrebbe essere un utile strumento di monitoraggio per diagnosticare la fibrillazione atriale tra i pazienti con ictus criptogenetico. ( Xagena2014 )

Friberg L et al, Stroke 2014; 45: 2599-2605

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